Quattro passaggi per iniziare a lavorare e avviare un’attività in proprio in Italia

Denaro By Alisa Cvilij March 18, 2020

Questo articolo è stato redatto in collaborazione con Western Union.

Trovare lavoro o avviare un’attività in proprio non è sempre semplice, soprattutto se ti sei appena trasferito all’estero. Appena giunti in Italia, infatti, i migranti devono adattarsi alle differenze culturali, conoscere le norme locali in ambito aziendale e lavorativo e trovare i contatti giusti nei settori in cui desiderano lavorare. Tuttavia, seguendo questi consigli prima di arrivare in Italia, sarà più semplice raggiungere gli obiettivi prefissi in tale ambito. Se hai intenzione di trasferirti in Italia per motivi lavorativi, i quattro suggerimenti seguenti ti aiuteranno a procurarti i fondi necessari e vivere in maniera tranquilla.

1. Ottieni il visto

Prima di trasferirti, devi sapere se hai bisogno o meno di un visto per lavorare in Italia. Poiché l’Italia è uno Stato membro dell’Unione europea (UE), se vieni da un altro paese dell’UE (elenco disponibile nel sito web dell’UE), non devi disporre di un visto per vivere o lavorare in Italia.

Se, invece, provieni da un paese non appartenente all’UE, devi ottenere un visto di lavoro e, spesso, disporre già di un contratto di lavoro in Italia per inoltrare la richiesta per il visto. Per numerosi migranti che lavorano part-time, a tempo determinato o con contratti stagionali in settori come l’assistenza alle persone, la procedura per il rilascio dei permessi di lavoro viene in genere gestita dal datore di lavoro. In altri settori, i datori di lavoro forniscono normalmente assistenza per l’ottenimento del permesso di lavoro presso il reparto di immigrazione del Ministero dell’Interno. Se desideri metterti in proprio, dovrai recuperare la documentazione necessaria per il rilascio del visto e ricevere l’autorizzazione di un ente amministrativo per iscriverti come lavoratore autonomo in Italia. In genere è possibile ricevere i documenti necessari per la richiesta di visto presso l’ambasciata o il consolato locale prima di arrivare in Italia.

Ti consigliamo di visitare il Portale dell’Immigrazione dell’UE, che contiene le istruzioni su come inoltrare una richiesta di visto, su come ottenere l’autorizzazione per lavorare in proprio e sui diritti dei lavoratori migranti.

2. Stabilisci la residenza

Una volta ottenuto il visto di lavoro, dovrai registrarti entro otto giorni dall’arrivo presso la Prefettura più vicina al tuo luogo di lavoro, dove verranno verificati tutti i tuoi dati personali e lavorativi. Prima di ricevere il permesso di soggiorno, è molto probabile che ti venga dato un appuntamento per prendere le impronte digitali e scattare una foto. Riceverai anche il tuo codice fiscale, necessario per la registrazione fiscale.

3. Preparati finanziariamente

Una volta ricevuti i permessi di lavoro e di soggiorno, devi aprire un conto bancario italiano su cui ricevere il frutto del tuo lavoro. Non è difficile aprire un conto per stranieri e, in genere, è sufficiente fornire un documento d’identità, il codice fiscale e una prova della residenza in Italia.

Ti consigliamo di scegliere una banca che dispone di una rete di filiali e sportelli per i prelievi a livello nazionale, funzionalità di online banking e app per dispositivi mobili, ad esempio il gruppo bancario più grande d’Italia, UniCredit, Cassa Depositi e Prestiti e Intesa Sanpaolo. Disponendo di un conto bancario, potrai gestire facilmente i tuoi pagamenti inserendo i dati del tuo conto nell’app Western Union®. I servizi di trasferimento di denaro di Western Union ti consentono di inviare fondi ad amici e familiari nel tuo paese in maniera sicura, pagare le utenze e consultare i tassi di cambio comodamente dal tuo smartphone.

4. Registra la tua attività

Se desideri lavorare in proprio in Italia e vieni da un paese non appartenente all’UE, oltre ai tre passi precedenti, dovrai soddisfare altri requisiti relativi al lavoro autonomo in Italia. Una volta acquisito il diritto di lavorare in Italia, ad esempio, dovrai scegliere se diventare lavoratore autonomo o libero professionista. Si parla di lavoratore autonomo per professioni come elettricista, meccanico, parrucchiere e artigiano. Il termine “libero professionista”, invece, fa riferimento ai dottori, agli architetti, agli ingegneri e ad altre professioni altamente specializzate. Queste due categorie dispongono di normative proprie e richiedono la presentazione di diversi tipi di documenti. Un avvocato o un consulente può aiutarti a compilare la documentazione richiesta e a registrarti presso l’Agenzia delle Entrate che, a sua volta, ti fornirà un numero di partita IVA, necessario per applicare l’IVA ai servizi che fornisci.

Ottieni il massimo dal tuo denaro

Che tu stia lavorando per un’azienda o avviando una tua attività, ricevere una retribuzione nel nuovo paese di residenza è sicuramente un’esperienza appagante. Una volta che disponi di un lavoro, un visto di lavoro e un conto bancario, potrai iniziare a risparmiare. E non dimenticare di impostare i tuoi pagamenti per prenderti cura delle persone care nel tuo paese. Grazie ai servizi di trasferimento di denaro, potrai bloccare i tassi di cambio nel momento giusto, evitare le commissioni tradizionali sui bonifici bancari e tenere traccia dei tuoi pagamenti saltuari e ricorrenti, assicurandoti che siano consegnati correttamente. Guadagnarsi da vivere e prendersi cura dei familiari nel proprio paese di origine? Una situazione vantaggiosa per tutti.

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